paper “Tecnologia neutra ma non neutrale”
Paper in PDF di 18 pagg.
di Marzia Vaccari Tecnologia-neutra-ma-non-neutrale in Patrizia Violi, Cristina Demaria 2009, “Tecnologie di genere. Teoria, usi e pratiche di donne nella rete” Bononia University Press
abstract
Il proliferare dell’informazione (e della controinformazione) proveniente da fonti alternative digitali rispetto a quelle tradizionali, ha dato luogo ad un fenomeno di “disinformazione per eccesso”, in cui la molteplicità, la frammentazione e la contraddittorietà del gran numero di informazioni provenienti da una pluralità di fonti differenti ha finito per paralizzare lettrici e lettori, anziché orientarle/i.
Serve un approccio di analisi che possa superare l’idea di tecnologie “neutre”, in realtà fortemente informate dal maschile con le donne considerate come mera particolarità che o si aggiunge al discorso generale maschile o lo specifica per complemento.
Emerge la necessità di cartografare e disegnare una mappa che analizzi e dia senso alle tecnologie dal punto di vista della differenza sessuale, riflettendo sulle relazioni di genere nella fase sia di progettazione sia d’uso degli artefatti, acquisendo riflessioni specifiche sulle relazioni di genere.
Di cosa parla il saggio
La rete si presenta come neutrale: protocolli aperti, accesso gratuito e illimitato, un motore di ricerca che ordina i risultati in base ai link ricevuti. Il saggio mostra che quella neutralità è solo apparente. Il PageRank di Google premia ciò che è più linkato: che cosa succede se la «Moratoria contro l’aborto» ha più link dell’appello contro la moratoria? Ciò che non emerge nei risultati rischia di sparire nel rumore del web, come nel linguaggio sparisce ciò che non viene nominato.
Come la lingua, anche la rete porta iscritta la differenza sessuale. Un esempio: cercando «stupro» come soggetto nel Sistema Bibliotecario Nazionale, che riunisce 15.000 biblioteche, si ottengono due risultati; nella Rete Lilith dei centri di documentazione delle donne, 163.
Da qui l’esperienza di Cercatrice di Rete, un motore di ricerca orientato al genere, costruito con il thesaurus LinguaggioDonna e con un gruppo di lavoro che mette insieme informatiche, linguiste, bibliotecarie e femministe. Il divario digitale non è più di accesso ma di partecipazione: non basta esserci, serve costruire una rete autorevole di posizioni e di relazioni.