Nel 2011, nell’ambito degli Internet Studies si diffonde un nuovo concetto “ecosistema digitale” che traspone nel mondo virtuale un concetto della biologia con cui si identifica una parte di biosfera composta da una comunità e da un ambiente fisico circostante, all’interno del quale si svolgono interazioni, flussi e scambi, in un equilibrio dinamico che si evolve continuamente.

Con la trasformazione in web 2.0, avvenuta intorno agli anni 2006/08, Internet consente la nascita di infiniti ecosistemi digitali, intendendo con questo termine un sistema complesso “naturale”, in cui una grande moltitudine di elementi contribuiscono a comporre un’unica entità, esattamente come l’insieme di miliardi di cellule costituisce un solo organismo. Per gli studiosi della Rete il paradigma si fonda sull’assunto che “le specie digitali” (software e frammenti di conoscenza digitalizzabili, dai files audio, ai video, ai testi e a tutto il catalogo dei widget e degli app ecc.), se lasciati nell’ ambiente libero della Rete, si diffondono, si combinano e si riproducono evolvendosi dando luogo a specifiche manifestazioni legate alle appartenenze locali. La rete è in “divenire continuo” ed è paragonabile ad un ecosistema di tipo digitale capace di configurarsi come un “digital common”, ossia un bene comune digitale in continua evoluzione. Essa esprime una progettualità complessiva, nei modelli di sviluppo del software e nei modelli organizzativi per la conoscenza e l’acquisizione delle conoscenze, che permette alle sue applicazioni di evolvere e di modificarsi adattandosi ai sistemi locali.

Sarebbe interessante osservare la validità di questa osservazione alla luce dell’evoluzione 3.0 e 4.0 di Internet di questi ultimi anni, soprattutto dal punto di vista della “libertà”. Qui segnalo come, in quegli anni, l’utilizzo della metafora mi è stata utile per descrive Server Donne in molti contesti distorsivi e in molte sedi politiche.

 
anno 2011 ServerDonne inteso come ecosistema digitale della differenza sessuale.
In questo scenario ri-mediato, il Server Donne opera in qualità di connettore fra contesti e media differenti per offrire una continuità logico-esperienziale a eventi / luoghi / servizi situati sempre più all’intersezione tra mondo fisico e mondo digitale. Un fil rouge, infatti, sottende alle attività di questi (oltre) quindici anni di attività, ossia l’interazione costante tra l’allestimento degli spazi fisici (Laboratori e Sale attrezzate con PC per le donne) e la realizzazione/mantenimento delle relative infrastrutture informatiche: veri e propri ecosistemi della differenza sessuale dell’area metropolitana bolognese. E vero e proprio ecosistema digitale femminista italiano.

 Cosa offre alla comunity? Come e i principali contenuti.

  1. Il funzionamento dei server consiste nella gestione degli aggiornamenti software necessari a mantenere attivi e funzionanti i servizi (hosting) a molteplici e diversificati progetti ICT gender oriented (es. it, leztrailer.it, cercatrice.women.it, repertorio dei siti – oltre 1000), a siti autogestiti di singole e collettivi di donne (sono oltre 87 fra cui la rete nazionale dei centri e delle Case per non subire violenza “DIRE”, ArciLesbica nazionale e sue articolazioni territoriali, Lilith rete nazionale dei centri e delle librerie delle donne, ), domini autogestiti (40) account di posta elettronica (850) e mailing-list (più di 80, la più attiva è LLI, lista lesbica italiana attiva dal 1998) di reti ed associazioni. Anche il MIT, movimento italiano transessuali, trova in SD spazio e tutela da attacchi pornografici.
  2. La copertura mediatica attraverso il Portale, il magazine e i flussi comunicativi: Il SD supporta il portale di it, una testata giornalistica registrata (N. 7423 del 7/04/2004 presso il Tribunale di Bologna / direttora: Giancarla Codrignani), uno spazio pubblico virtuale (di informazione, discussione e iniziativa) con un forte ruolo di diffusione del punto di vista di genere in rete e che ha contato oltre 1.000.000 visite all’anno. Fra i contenuti aggiornati costantemente troviamo la produzione audiovisiva (attività di ripresa, editing e montaggio e pubblicazione dei video sulle piattaforme di condivisione Vimeo e Youtube), potenziata grazie anche alla collaborazione con vari enti ed associazioni di donne per condividere eventi (giornate di studi, convegni, rassegne culturali) che altrimenti rimarrebbero confinati all’evento fisico. Negli ultimi anni lo staff ha ripreso, montato e pubblicato online 400 video con un’alta percentuale di visite, embeds (video incorportati e mostrati su altri blog, siti, social network) e download per un totale di 20.785 visualizzazioni. A partire dal 2010 ha attivato un canale Interviste via Skype: con cadenza settimanale intervista le protagoniste dei principali eventi del momento.