Paesaggi del tempo.

Nemmeno il tempo è vero in assoluto, è unico per tutti! Necessita di un accordo fra enti, soggetti ed elementi. Penso al Universal Time Coordinate, acronimo UTC, il segnale orario che tutti noi conosciamo. Entrato in vigore nel 1972, attraverso l’utilizzo di oltre 60 orologi atomici sparsi in tutta la Terra. Ma le maree, la gravità e tanto altro impediscono  la misura dei giorni e degli anni rispetto alla misura definita dall’uomo e assunta, sembra, una volta per sempre.

Il concetto di giorno è il tempo di rotazione della Terra attorno al proprio asse e quello di anno sulla rotazione della Terra attorno al Sole. E’ necessario inserire (o togliere) quelli che sono chiamati leap second, dei secondi “extra” per sincronizzare UTC con la rotazione terreste. Dal 1972 ad oggi sono stati aggiunti 22 leap second, circa uno ogni 18 mesi.

Se immaginiamo le tecnologie di internet, soprattutto l’odierno internet delle  cose, come uno straordinario “paesaggio” possiamo osservarne le misure prime,  il tempo e lo spazio, del suo esistere.

L’informatica dei computer non esisterebbe se il PC (ed oggi tutti i suoi derivati) non avesse due tipi di orologi, quello hardware (sempre attivo anche quando il dispositivo è spento ed è simile hai nostri orologi) e quello software (chiamato contatore del tempo: uno strano orologio che al posto dei secondi utilizza gli interrupt). Il tempo viene contato attraverso degli interrupt, un messaggio spedito regolarmente dall’orologio interno; perchè il tempo sia aggiornato, la CPU deve catturare l’interrupt, elaborarlo e aggiungere una certa quantità di tempo (determinata dalla frequeza dell’interrupt), chiamata tick, al contatore del tempo. Le varie componenti del PC (monitor, tastiera, mouse, casse audio ect) sono chiamate ad operare attraverso programmi che sincronizzano le varie operazioni (comandi di input ed output) attraverso interrupt.

La telematica dei nostri cellulari non esisterebbe se il dispositivo non fosse dotato di un segnale (localizzatore) emesso in continuazione ed inviato in continuazione al satellite, l’ incaricato di sincronizzare i tempi di trasmissione delle comunicazioni. Risale al periodo ellenico la tecnologia che permette la navigazione e permette di fare il punto e di determinare la posizione nello spazio di qualsiasi oggetto. Longitudine e latitudine. La differenza tra le ore locali in cui si osserva un fenomeno astronomico (il transito del satellite)  per una determinata località è temporalmente ben definito (tabelle, matrici di tabelle numeriche) e fissa la longitudine, più facile fissare la latitudine che è data dalla distanza spaziale dalla linea immaginaria dell’equatore.

In un gioco infinito di possibilità le coordinate dello spazio e le coordinate del tempo permettono agli oggetti dotati di moduli di trasmissione (GPS) e di programmi software di agire e interagire. Ad una condizione: la sincronizzazione dei molteplici tipi di tempo necessari al funzionamento delle singole componenti e delle singole procedure.

Nessuna pretesa di esaustività dell’argomento e men che meno di “scientificità”, solo libere riflessioni sulla variabile del tempo che, nelle nostre vite da umani, è spesso considerata superflua e ininfluente.

Marzia Vaccari