Il 28 ottobre 2013 da una nota di ofpicina “Lunedì 28 ottobre 2013 l’Associazione Orlando, in collaborazione con l’Associazione RaccattaRaee e con il sostegno del Comune di Bologna per l’Agenda Digitale, è lieta di presentarvi la prima serata di laboratorio sulla rigenerazione di PC del progetto R@w – Recycle @ women.”

Segnalo che il link R@w – Recycle @ women P nel sito di ofpicina è correttamente barrato perchè non esiste più per il server che sorreggeva la piattaforma social “social.women.it” è stato spento.

Progetto r@w – 2013-2014

dall’articolo di presentazione del 29 settembre 2013 sul Magazine di www.women.it

Il polo tecnologico  che regge ServerDonne/Women.it è impegnato da molti anni a contrastare l’idea che la tecnologia e la rete siano neutrali.
Siamo partite dall’osservazione che negli artefatti tecnologici si  nasconde la costruzione di un punto di vista proprio di chi li ha creati, altrimento detto” gender oriented”. Nello specifico, dietro ad una tecnologia che si pretende essere universale (valida per tutti e tutte) in realtà troviamo una tecnologia studiata e realizzata prevalentemente da uomini. Questo moltiplica le barriere di accesso e contribuisce ad acuire il senso di estraneità,  una fra le principali cause del gender digital divide alla base del partecipation gap e del semantic divide. Spesso l’ utilizzo delle ICT è inconsapevole e acritico, per questa via è facile caratterizzare le donne come consumatrici passive di tecnologia.

Proviamo a  “decostruire” il concetto stesso di rete e tecnologia per rielaborarlo e ricostruirlo in un modo diverso, per far emergere l’identità di genere anche in Internet, in sostanza per poter anche come donne “Abitare la rete”. Alcune esperienze realizzate in Italia dimostrano che tutto questo è possibile, qui citiamo due esperienze significative. La prima vede la Regione Emilia Romagna e l’associazione Orlando realizzare le Linee guida di genere per l’eGovernement,  scaturite da un più ampio intervento di azione (progetto ProticoDonne e TecneDonne) fondato sulla  la realizzazione di piattaforme software, portali e social network. La seconda il progetto Cercatrice di rete che si è occupato di produrre software orientato al genere. Al suo interno infatti, è stato realizzato, il search engine “Cercatrice di rete”:  si è trattato di popolare il data base della macchinautilizzando un software open source ed è così che l’abbiamo costruita con altri dati. Immediado il constatare come il funzionamento del page rank cambia al mutare dei dati analizzati. La tecnica dei “motori di ricerca” tradizionali premia chi ha più capacità di essere nominato, finendo per veicolare solo una determinata cultura. Ciò che non emerge non esiste (semantic divide). Questo crea grandi differenze culturali. Mentre, Cercatrice di rete, localizza i testi e mette insieme un lessico che non è quello dominante. Bisognerebbe mettere in rete tanti “cercatrice di rete” – web localizzato – è questa certamente una nuova frontiera dei temi della democratizzazione del web.

Crediamo che l’iniziativa R@W – social.women.it le Artigiane Digitali al Centro – potrebbe essere un’occasione per incontrarci e riflettere attraverso un “fare” denso di tecnologia e di etica ecologica e costruire un modo per contrastare il partecipation gap . Nell’epoca della distrattenzione globale, in cui tutti siamo talmente indaffarati a chattare, scattare, postare, messaggiare, twittare da non aver più tempo e nemmeno le capacità per coltivare relazioni significative e spirito critico.

La nostra proposta è semplice: rigenerare pc destinati alle discariche elettroniche e, nel medesimo tempo, condividere abilità e metodi di utilizzo della tecnicnologia. Continuare nella riflessione su Genere ed Internet e promuovere pratiche politiche tecnologiche che fondino un nuovo modo di intendere la cibernetica. L’informatica conviviale potrebbe essere l’orizzonte di senso che ci permette di abitare la tecnologia con una diversa consapevolezza delle sua potenzialità..

Marzia Vaccari Orlando/Women.it

A novembre del 2014 abbiamo condotto un laboratorio R@W a Cagliari; numerosissima la partecipazione di ragazze al Centro delle donne dove abbiamo lasciato il “progetto”, in seguito presentato ad alcuni enti pubblici. Finita la curiosità e l’entusiasmo iniziale, come si dice, non se ne è più fatto niente … non è automatico che l’informatica conviviale sia nelle corde della pratica politica femminista!

Il video che segue mostra l’introduzione di Maria Pia Brancadori di Circola  nel cinema Alice Gay e l’intervento  di Marzia Vaccari, uno degli ultimi nella sua veste pubblica di ideatrice del progetto ServerDonne/Cercatrice di rete.

 

 

Qui il video con una strepitosa Emauela Cameli …