Nodi-Piani è Gruppo di ricerca di amichə a Bologna che  si occupa di femminismo, di teoria politica, di pratica, e di comunismo queer con il metodo dell’ archeologia continua dei soggetti imprevisti e dialogo anti-gerarchico.

Con l’ incipit è “Qual è il rapporto che si instaura fra tecnologie, femminismi e corpi controegemonici? Ci siamo poste questa domanda qualche mese fa e non siamo riuscite a rispondere da sole. E ancora, cosa significa tecnologie? Cosa significa femminismi? Cosa sono i corpi contregemonici?” ha organizzato un ciclo di incontri VOL.1.

Qui potete trovare i lucidi di  Vol.1 NODIPIANI  VOL.1 — INTELLIGENZE ARTIFICIALI PERPLESSE
Denotare e connotare il genere nei negoziati di significato con le macchine informatiche di tipo intelligente.
Con MARZIA VACCARI

Martedi 10 maggio 2022 Presso aula 1 di via Zamboni, 38 — 40126 Bologna
Dalle 16:30 alle 18:30
Come possiamo mettere sotto accusa la scienza algoritmica che arriva fino noi in una maniera molto pervasiva? È difficile poterla criticare perché da un lato non la conosciamo e dall’altro ci disabitua al ragionamento
Ed è dal punto di vista di genere che è possibile insinuare il primo grande dubbio: quello sull’obiettività della scienza informatica che si fonda sul principio dell’universalismo neutro e di matrice illuminista e da cui derivano i molteplici bias algoritmici.
L’imperativo di Donna Haraway: “dobbiamo pensare, pensare dobbiamo” rimbalza nell’ambito delle ICT e diventa dobbiamo pensare il pensiero delle IA. Significa uno sforzo cognitivo non neutro per dis-automatizzare l’attuale ragionamento procedurale a cui gli artefatti ci hanno abituato.
Con quest’approccio vedremo come il software, altrimenti detto codice, gioca con la necessità tutta computazionale (gli algoritmi) di farsi invisibile (è visibile solo attraverso interfacce e App sempre più naturalizzate) e di rendere visibile l’invisibilità degli assi differenziali di potere della società in cui opera in quanto concretizzazione, nell’artefatto tecnico, di nuove forme di dipendenza, subalternità e discriminazione.
L’errata percezione di superiorità della “ragione algoritmica” ha origini molto antiche e a nostro parere replica il vizio di fondo dell’etero-patriarcato con le sue cosmogonie pagane o religiose dove vi è sempre un’entità superiore che legittima il potere del genere maschile a cui tutti gli altri generi devono obbedienza in funzione del mantenimento di un ordine o di un mito salvifico.