M. Pia Brancadori

20 febbraio 2005 Conversazione con Piera Codognotto della Rete informativa di genere femminile Lilith sull’elaborazione di fili di senso, a partire dalla differenza sessuale, nelle attività di raccolta e trattamento dei materiali bibliografici (libri) e documentari (materiale grigio, volantini, testi di formato varo, etc).

Mpb. Da circa 20 anni ti occupi – come impegno politico insieme ad altre e con competenze professionali di settore specialistico – di elaborare ed orientare fili di senso rispettoso delle differenze, a partire dalla differenza sessuale, nelle attività di raccolta e trattamento dei materiali bibliografici (libri) e documentari (materiale grigio, volantini, testi di formato varo, etc). A partire dalla organizzazione e cura dell’archivio della Libreria delle donne di Firenze, alla collaborazione al primo Thesaurus di genere “Linguaggiodonna”, alla realizzazione della rete Lilith, il vostro lavoro ha dissodato terreni ed aperto sentieri fertili, anche di emozioni, in un ambito fortemente standardizzato e procedurale. Le questioni poste in gioco: la doppia sessuazione nei linguaggi documentari, problematiche intorno alla soggettazione con sguardo di genere, aspetti semantico-linguistici nelle delineazioni di campo (dai termini descrittori, alle aree nucleo, ai thesauri, etc). Ti chiederei quindi di raccontarci qualcuno dei tuoi percorsi…

Piera Codognotto. Ti indico il fascino che ha questo tipo di lavoro per me, usando una citazione di Helene Cixous “non fabbrichiamo oggetti di parole, né scatole, né scrigni, né ‘Libro’, ma percorriamo strade, in movimenti” [Helene Cixous, Poesia e politica. In: Una selvaggia pazienza ci ha condotto fin qui. A cura dell’associazione Lavinia Fontana. Bologna, 1991].

Mpb. Ho avuto modo di vedere un recente lavoro che presentava due microthesauri da

te curati…

Piera Codognotto. Ti dico intanto il contesto che ha consentito il lavoro su quei due  microthesauri, che vertevano uno sull’area della “Inviolabilità del corpo” e l’altro su  “Tempi-spazi della nostra vita quotidiana”. La rete Lilith – di cui faccio parte – e’ stata  uno dei partners del progetto europeo ABSIDE (Apprendere in Biblioteca nella Società  dell’Informazione per ridurre la Discriminazione e l’Emarginazione sociale ). Come rete  nazionale dei centri di documentazione delle donne Lilith, insieme all’o.n.g. COSPE,  chiamata a riflettere sui processi migratori e sulle necessità che le/i migranti possono  avere rispetto agli accessi all’informazione nei paesi ospiti, ed insieme all’associazione  C.D.H. (Centro documentazione sull’handicap) avevamo da un lato il compito di  preparare moduli didattici facilitanti la comprensione dei problemi di discriminazione  sessuale e razziale, emarginazione per disabilità fisiche o psichiche da parte di chi  opera nel settore dell’informazione (nelle biblioteche ma non solo), dall’altro di  sperimentare modalità di accesso all’informazione corrispondenti alle diverse  soggettività. Come gruppo di lavoro della Rete Lilith che ha lavorato a questo progetto,  con me Simonetta De Fazi e Adriana Perrotta Rabissi, nell’elaborare un modulo  didattico sul tema del linguaggio applicato al problema della ricerca di informazioni  (bibliografiche, ma non solo), abbiamo ripreso la critica al linguaggio presunto  neutro che consente, per es. di continuare a produrre testi scolastici dal titolo L'”Uomo” preistorico, senza coglierne neanche la comicità: con l’uomo maschio e  l’uomo femmina della specie!

Va sottolineato che la negazione dell’esistenza dei due sessi che avviene nel  nostro ordine linguistico/simbolico rende invisibili non solo le donne, penalizzate  nella percezione del proprio spazio di esistenza, ma ogni diversità dei singoli  soggetti in carne ed ossa che non sia omologabile all’idea di quell’UNO di cui si  parla, poiché si astrae dai corpi veri. Adriana e Simonetta hanno riassunto e rielaborato  la parte discorsiva del pensiero delle donne in proposito. Io, con l’aiuto di esperte sia  nelle aree che nei linguaggi documentari – cito solo Marisa Trigari, autrice di Come  costruire un Thesaurus (Modena, Panini ’92), e Marisa Guarneri per l’area della  Violenza sessuale – ho ripreso parole chiave utilizzate dalle basi dati di Lilith e il nostro thesaurus Linguaggiodonnalavoro e ho lavorato a creare relazioni tra i termini. Che per l’area tempi-spazi sono anche tradotti in inglese, spagnolo, francese.  continua…

Mpb. Ci vuoi descrivere semplicemente cos’è un “thesaurus” e quale funzione ricopre?

Piera Codognotto. Un thesaurus è uno strumento utilizzato da centri di documentazione per descrivere i propri materiali ed è fatto da un’insieme di parole con delle relazioni precise tra loro. Chi usa la telematica fa continuamente ricerche utilizzando più di una parola insieme, utilizzando parole composte e cercando di essere più precisa possibile per non essere sopraffatta dalla mole di risultati inutili. E se ci sono modi per orientarsi, come alberi di classificazione di argomenti con parole raggruppate (come ha Google per esempio) e parole chiave, come sta costruendo il Serverdonne, ci facilitano il compito.

Un thesaurus non è un semplice elenco. Le parole hanno dei rapporti tra loro, più o meno duraturi, delle simpatie che possono ampliarsi o ridursi. Es: Alberi contiene Olmi, Platani, Querce, Betulle, Albicocchi; e ha relazione con Foglie, Radici, Boschi, Legno, etc. Parliamo di necessità di linguaggio sessuato, quando scopriamo (anche su web) che la generalità viene espressa sempre al maschile spesso singolare: Uomo, Alunno, Bambino, Lavoratore, Donna, Anziano, Disoccupato, Emigrato… Dove sono i corpi, i soggetti in carne ed ossa? Così è anche se cercate nei data base di biblioteche: scoprirete la difficoltà di fare ricerche (pur essendoci materiali) sulle donne artiste o disoccupate. Questo vale anche per le ricerche e i dati statistici, per esempio se non viene assunto il marcatore di genere abbiamo dei risultati completamente falsati: i salari medi (delle donne e degli uomini); il tasso di occupazione. Economiste come Antonella Picchio hanno elaborato dei modelli di rilevazione dei bilanci degli Enti locali che valutano l’impatto su donne e uomini di politiche pubbliche (vedasi Modena).

Il problema c’è sia nella costruzione della ricerca, sia nel rendere possibile il  suo reperimento: se infatti non abbiamo la parola “Bilanci di genere” o “gender  auditing” non troviamo il materiale che è stato elaborato in proposito. Se nelle parole  che descrivono il corpo umano, la parola “clitoride” è considerata troppo specifica, se  ne scoprirà l’esistenza solo parlando di mutilazioni sessuali. Nel thesaurus molto  complesso e interessante EuroVoc della Comunità europea si trova, ad esempio, un  rinvio da ‘sessismo’ a ‘discriminazione sessuale’, si sceglie la seconda parola  privilegiando il taglio sociologico giuridico che hanno i documenti da trattare; altre basi  dati tuttavia possono fare scelte diverse poiché il concetto espresso da ‘sessismo’  riguarda una visione del mondo. Come Razzismo. Sono parole della convivenza, della  politica.

C’è inoltre la necessità di accogliere alcuni concetti che innovano la lingua e il pensiero, che danno prospettive diverse da quelle definite dall’ordine simbolico dominante.

Nel microthesaurus che abbiamo proposto c’è il termine “Violenza sessuale” ma c’è  anche “Inviolabilità del corpo” con una definizione che ho ripreso proprio da un tuo  intervento sostituendosi a ‘violenza sessuale. l’espressione ‘inviolabilità del corpo  femminile’ è intesa come funzione di limite, in quanto delinea un insieme di significati  dell’essere donna oggi. Il limite definisce i contorni, presuppone un punto di vista,  racchiude ed esclude significati. Le due espressioni esprimono prospettive  sostanzialmente diverse: una implica un danno avvenuto o potenziale, comunque  inscritto nell’essere sessualmente maschio e femmina, l’altra una integrità che si  costituisce, si riconosce, vuole crescere e cambiare il mondo.” [Pia Brancadori,  Introduzione. In: Inviolabilità del corpo femminile: corso di aggiornamento, Firenze,  marzo – maggio 1990. A cura dell’Associazione Donne Insegnanti, Firenze: ADI, 1991]

Inviolabilità del corpo

Nota. Nel dibattito teorico e giuridico sulla violenza sessuale sottolinea lo spostamento  di accento dalla debolezza delle vittime ai diritti della persona e alla forza di chi  sopravvive [ADI, Inviolabilità del corpo femminile: corso di aggiornamento, Firenze, 1991]

TG Diritti umani

TR Centri di accoglienza antiviolenza

Corpo

Liberia

Prevenzione

Qualità della vita

Resilienza

Violenza

[corpo-riproduzione]

[politica]

Mpb. una brevissima storia della vostra ricerca, di quando avete iniziato a lavorare sul “Linguaggio Donna” primo Thesaurus di genere in lingua italiana…

Piera Codognotto. I problemi che ti ho illustrato assillavano chi di noi lavorava in centri di documentazione delle donne o anche in biblioteche classiche. Ora io lavoro in una biblioteca per bambini e bambine e la riflessione sulle parole chiave legata alla soggettività viva mi a stata utile anche in questo settore. Per me it convegno Perleparole organizzato nel 1988 a Milano dall’allora Centro studi storici per Ia liberazione delle donne (ora Fondazione Badaracco) a stato il momento di confronto a livello internazionale che ha aperto in Italia una nuova fase. I centri documentazione che eravamo allora abbiamo concordato Ia necessità di fare rete tra noi e di costruire strumenti comuni, utili al reperimento dei materiali documentari prodotti dalle donne e dal pensiero critico delle donne, cosa impossibile con gli strumenti della biblioteconomia classica.

Beatrici Perucci e Adriana Perrotta Rabissi hanno prodotto il primo Theasaurus di genere: Linguaggio donna pubblicato nel ’91 e alla cui stesura avevo collaborato. E’ tuttora reperibile la seconda edizione del ’96: Thesaurus Linguaggio donna, 2 (ed. Milano, Fondazione Badaracco, 1996). Contemporaneamente nasceva la base dati Lilith, rete tra vari centri di documentazione delle donne in Italia. II thesaurus implementato con liste di termini a tutt’oggi ed è in uso nella base dati collettiva Lilith consultabile sul Serverdonne; raccoglie oltre 34.000 documenti reperibili in tutt’Italia.

Da tempo c’e un rapporto di scambio con altri centri europei per costruire strumenti multilingue; per ora le difficoltà sono state superiori alle forze in campo. Comunque abbiamo un riferimento in IIAV, European Women’s Thesaurus: a structured list of descriptors for indexing and retrieving information in the field of the position of women and women’s studies. Amsterdaam: IIAV, 1998, che ha avuto una prima versione in olandese e poi in inglese.

Negli Stati Uniti alla Library of Congress – corrispondente alla nostra Biblioteca Nazionale – hanno da tempo elaborato un soggettario di genere: Ruth Dickstein, Victoria A. Mills, Ellen 3. Waite, Women in LC’s terms: a thesaurus of Library of Congress subject headings relating to women. Phoenix: Oryx, 1988. In Spagna le donne della rivista Duoda hanno prodotto it Tesauro de historia de las mujeres. In: Duoda, n. 12, 1997. Parole chiave relative alla storia delle donne.

Mpb. La stessa questione mi sembra si ponga per la ricerca telematica.

Piera Codognotto: Sono d’accordo. Credo the intanto potremmo anche partire dal mettere insieme glossari e thesauri o microthesauri su piccole aree. Quello che fa ostacolo in questo tipo di lavori sui linguaggi e l’impossibilite di venirne a capo del tutto. Possiamo pero illustrare parole the rappresentano concetti cardine per la cultura critica delle donne, innovative per l’uso che ne viene fatto, come per esempio la ‘cura’ (il curare e I’essere curate/i), l’inviolabilita, curare le desinenze, l’uso di plural’ o singolari, etc.

Da PorticoDonne