Esiste un fiume che dal monte scorre a valle, boschi e rupi gli tengono compagnia; a volte percorre la via del monte per la valle, altre volte la crea erodendo la terra e scavando la roccia fino a ridurla a sabbia. Per ogni stagione dell’anno nutre boschi e disseta gli animali e permette ad altre acque di confluire nel suo letto per creare un grande fiume.

Lo spettacolo della sua vista e la direzione dello sguardo sembra portare lontano. Acqua e ancora acqua che scorre fino ad arrivare alle distese della pianura; qui (…) quando la pianura non è più pianura,  il fiume, il grande fiume allarga i suoi argini tanto che nulla contiene la sua acqua. E qui (…), il grande fiume sente che dalle sue acque, tante gocce, sempre più tante gocce se ne vanno via e andandosene diminuiscono la sua grandezza.
Sarebbe poca cosa se la forza che anima il lento “andar via” delle sue gocce d’acqua non volesse da lui ben di più e ben altro ancora e allora … e allora … comincia a gridare “no … non voglio cedere la mia acqua”. Ma non sa che non può impedire che lui, il grande fiume, non possa più essere il grande fiume. La forza gli parla  “affidati, permetti alle gocce di andarsene, qualcosa accadrà” e la risposta del fiume “ma come?! impiego così tante energie per essere ciò che sono, com’è possibile non esserlo più?”. E di  nuovo la forza lo invita a lasciare andare, il grande fiume non può permettersi di lasciare andare le infinite gocce della sua acqua! E allora la forza lo invita, con lenta e infinita insistenza tanto che il fiume, il grande fiume, cede le sue gocce d’acqua affinchè possano andarsene da lui.

Il grande fiume entra nel grande mare e le sue gocce, andandosene, evaporano diventando parte delle grandi nubi che vanno al monte e aspettano altre gocce dal grande mare per far iniziare, di nuovo, lo scorrere delle acque. E per dar luogo ad un nuovo sguardo che sembra andare oltre lo sguardo.

E’ una piccola storia e mi ha accompagnato per tanto tempo nell’ approdare all’età che ho. Oggi la rievoco per poter continuare a vivere la mia vita.