Dalla casa editrice Agenzia X, un libro che rompe il silenzio sulla scomparsa del Server Donne.

Attraverso un meticoloso lavoro di archeologia digitale, questo libro ripercorre la storia del Server Donne con un obiettivo preciso: invitarci a immaginare un futuro di amicizia con le macchine per affrontare la complessità del nostro tempo.

Il libro ripercorre la storia di un’infrastruttura unica, alternativa al capitalismo delle piattaforme, che ha osato ‘genderizzare le tecnologie della comunicazione e dell’informazione’. Un gruppo di tecnologhe femministe aveva già costruito macchine femministe quando tutti confidavano sulla “neutralità” della  tecnologia e ritenevano inutile coniugare l’uso dei dispositivi con la giustizia di genere. Erano gli anni precedenti ai “recinti digitali” dei social network che oggi ci intrappolano nelle piattaforme commerciali, molto prima dell’emergere della “ragione algoritmica” dell’intelligenza artificiale che oggi ambisce a dire ‘il vero’.

Una di queste macchine, il Server Donne, creava uno spazio digitale ‘privo di censure e gerarchie’ dove la password non era una barriera, ma un invito alla condivisione e alla sovversione delle logiche proprietarie. Un’altra faceva funzionare il motore di ricerca ‘Cercatrice di rete‘ che sfidava Google non per competere, ma per liberare dal potere della citazione (page rank) i saperi delle donne e delle minoranze.

Il sottotitolo ”Leccami la password’ racchiude l’essenza di una battaglia di resistenza: ciò che doveva essere uno strumento di accesso condiviso è diventato simbolo di un’esclusione forzata.

 

Il sottotitolo ‘Leccami la password’ diventa emblema della loro opposizione all’idea che la tecnologia è neutrale, ma soltanto una nuova maschera del patriarcato. Il Server Donne non è semplicemente scomparso: è stato cancellato in nome di logiche di potere incapaci di apprezzarne il valore. La password, da strumento tecnico, si è trasformata in metafora politica di ‘resa’ incondizionata.

L’opera affronta una sfida narrativa ambiziosa: dare finalmente voce alla macchina, costruendo una narrazione che altrimenti rischierebbe di rimanere per sempre inascoltata. Il testo ci conduce in un viaggio attraverso l’universo digitale, dalla storia dei media alle architetture informatiche fondamentali: server, motori di ricerca, domini internet. È una voce che emerge dal silenzio per rivelare la soggettività nascosta dietro ogni algoritmo, ogni interfaccia, ogni connessione di rete.

L’informatica di massa, l’evoluzione di internet si intreccia con il mutevole paesaggio dei femminismi e con le illuminanti prospettive sul rapporto tra esseri umani e tecnologia elaborate da alcune teoriche femministe.  Il libro rovescia la prospettiva dominante, che considera i dispositivi digitali come semplici strumenti neutri, e racconta la tecnologia dal punto di vista di chi la vive e la abita, ma anche di chi promuove pratiche di ribellione. Dalle figure chiave dell’industria del software, come il/la sistemista, custode della vitalità della macchina, fino ai luoghi di aggregazione e sperimentazione di “un’altra” tecnologia, come gli hackerspace femministi. Ci si addentra nel lungo e complesso lavoro di costruzione di comunità, di mondi, di artefatti tecnici incorporati nei mondi e di mondi incorporati negli artefatti informatici. Lentamente, si recupera la memoria di un’infrastruttura digitale che ha offerto un supporto tangibile all’auto-organizzazione femminista e queer italiana degli ultimi decenni.

Il libro non è solo un atto di riparazione, ma il racconto di come sia possibile ricostruire la memoria di comunità politiche non più attive, grazie a sofisticate tecnologie di recupero delle fonti perdute. Un ‘atto di resistenza’ contro la smemorizzazione compiuta dallo strapotere dei giganti tecnologici. Fare archeologia digitale significa recuperare non solo dati, ma anche un modello alternativo di abitare la rete, che appare più necessario che mai nell’era della sorveglianza capitalista. Lungi dall’essere un’operazione nostalgica, riattiva possibilità interrotte, diventando un manuale di istruzioni per chi ancora crede che un’altra tecnologia, deliberatamente femminista, queer e decoloniale, sia possibile. Un’esplorazione che ci spinge a immaginare nuove forme di convivenza con la tecnologia dove si può stare in amicizia politica e affettiva con le macchine informatiche.


libri del Server Donne

Il libro è ordinabile presso la casa editrice ‘Agenzia X un laboratorio editoriale che pubblica libri al confine tra narrativa e saggistica. È acquistabile anche in formato epub e presso qualsiasi libreria.

 

 

Il libro rompe il silenzio sulla sua scomparsa, Marzia Vaccari, Server Donne. Leccami la password, casa editrice Agenzia X Milano 2025. Fra l’altro , descrive una serie di implementazioni per la ricostruzione archivistica del progetto.
Review approfondita che svela il senso di Leccami-la-password: la tecnologia non e neutrale. Smascheriamo il patriarcato.