Indicatori di genere per i siti: l’auto/rappresentazione della donna sul web

L’elaborazione degli indicatori consente di dare la misura del senso e del significato della presenza e della rappresentazione – comunicazione del femminile nello spazio virtuale della rete. Un primo passo per avviare un’indagine sull’auto/rappresentazione della donna su Internet e la coerenza etica tra alcune parole chiave (ad esempio, donna) ed i contenuti delle pagine web con particolare riguardo al rapporto tra comunicazione e nuove tecnologie.

Si vuole in sostanza esplorare l’immagine della donna proposta dal nuovo medium e dai modelli che esso veicola, offrendo occasioni di riflessione e di analisi per svelare i condizionamenti dei comportamenti culturali, messi in atto dalla nostra società, e la conseguente alterazione dei rapporti donna-uomo.

La rilevazione di indicatori di genere per i siti web più diventare utile strumento atto a comprendere, in maniera più o meno precisa ed in relazione ad un certo obiettivo, in che modo, sia da un punto di vista qualitativo sia quantitativo, le donne sono e/o sono rappresentate in Rete. Si tratta di considerare gli indicatori rilevati quali indici dello stato di un sistema in essere da utilizzare per avviare un costante monitoraggio dei siti web nazionali ed internazionali di/per le donne in base ad un benchmarking opportunamente cadenzato e all’analisi delle migliori pratiche.

L’intento è esplicito: fare riferimento ad una mappatura dell’esistente in base ad alcuni parametri fondati sulla tipologia di accesso ai siti e sulle tipologie di contenuti, per poi passare a formulare un ipotetico modello di sito Web capace di comunicare in modo “gender oriented”. L’analisi dei portali generalisti (es. Google, Libero, Yahoo, Virgilio, Clarence, Kataweb, Tiscali ecc.) ha mostrato un’evoluzione, od involuzione che dir si voglia, verso una gerarchizzazione delle informazioni e degli spazi, in cui scompaiono le forme di interattività. Da un modello di comunicazione fortemente comunicativo, su cui si fondavano molti portali all’avvento sul web, si è passati ad un’organizzazione poco relazionale e sostanzialmente più tradizionale e solo da poco si sta tornando positivamente indietro nel tentativo di recuperare la rete quale luogo di relazioni, di molti valori e molti saperi. Un modello di comunicazione, più vicino al sentire comunicativo delle donne, orientato alla condivisione delle nuove tecnologie per produrre valore aggiunto e promuovere la partecipazione di tutte/i al processo di produzione e trasmissione delle informazioni.

In sintesi, si tratta di valorizzare l’identità di genere e l’immagine femminile sul web per:

  • superare l’uso strumentale e svalutativo dell’immagine femminile, intrisa di espliciti richiami sessuali, che mal identifica uomini e donne.
  • rappresentare e dare visibilità ad entrambi i sessi, compatibilmente con l’oggetto e le finalità del sito, per esplicitarne in modo equo e paritetico il contributo. L’attenzione alla rappresentanza non dovrà essere solo quantitativa (numero e distribuzione dei soggetti sessuati), ma anche e soprattutto qualitativa. In sostanza, evidenziare l’eventuale sperimentazione di nuove soluzioni personali e/o professionali in un’ottica di evoluzione dei ruoli e conseguente interscambiabilità, evitando la consueta relegazione di donne e uomini in ambiti segreganti o tradizionalmente specializzati (per esempio, le donne nei confronti delle relazioni e degli impegni nel privato, gli uomini rispetto alle relazioni e agli impegni nel pubblico). E’ importante che anche il web dia conto della trasformazione della società contemporanea e ne fornisca una rappresentazione iconografica e testuale coerente;
  • utilizzare, nella stesura dei contenuti, un linguaggio inclusivo dei due generi, evitando termini ed espressioni, direttamente o indirettamente, offensivi dell’identità di genere; per una piena consapevolezza dello squilibrio in senso sessista della lingua italiana, si consiglia l’adozione del rapporto di Alma Sabatini dal titolo Il sessismo nella lingua italiana (1987). Si consiglia anche l’adozione di Linguaggio Donna per la catalogazione ed il Thesaurus di genere per le ontologie semantiche;
  • dare visibilità alla presenza di donne di provenienza e cultura non italiane, ponendo l’accento sulla dimensione della multietnicità e interculturalità al fine di assecondare positivamente il senso di appartenenza delle nuove arrivate.

Gli indicatori per valutare la coerenza tra il progetto del sito e i criteri sopra indicati sono i seguenti:

  • Congruenza e funzionalità dell’immagine femminile e maschile in relazione al messaggio, sottolineando l’eventuale presenza di messaggi allusivi ed umilianti da un punto di vista sessuale;
  • numero e distribuzione equilibrata di donne e uomini nel sito, evidenziandone soprattutto il valore qualitativo del coinvolgimento personale, professionale e sociale ed identificando eventuali stereotipi sessuali;
  • declinazione del linguaggio al femminile e al maschile attraverso il ricorso a vocaboli inclusivi dei due generi e mai discriminatori;
  • presenza di elementi non stereotipati rappresentativi della donna migrante e che riconducano a un contesto multietnico;
  • quantità e qualità professionale di donne che hanno partecipato all’elaborazione del progetto con particolare attenzione ai ruoli di ognuna nell’ambito del processo di lavoro (distinguere tra occupazioni di segreteria, di creazione, di direzione, ecc.).
  • coerenza tra la mission dei siti e gli obiettivi conseguiti con particolare attenzione a quelli espressamente dedicati alle donne.

I succitati indicatori di genere sono integrati da altri indicatori più generici che valutano la coerenza estetica del sito web in esame. Quindi, si considerino i seguenti parametri:

Dimensioni Indicatori
Attrattività del layout Struttura della home page
Leggibilità dei testi
Quantità delle immagini
Navigabilità del sito Velocità di apertura della home page
Struttura ipertestuale
Presenza di un modulo di Ricerca nel sito
Presenza di links
Informativa Congruenza e funzionalità dell’immagine femminile e maschile in relazione al messaggio

Varietà e distribuzione dei ruoli familiari, professionali e sociali tra donne e uomini e conseguente rapporto con il target

Completezza dei contenuti corredati, ove necessario, di documenti da scaricare

Linguistica Uso di un linguaggio sessuato con termini ed espressioni universali, inclusive dei due generi
Internazionalità Numero di lingue
Presenza non stereotipata di donne di provenienza e cultura non italiane con attenzione a contesto interculturale
Interattività Chat/forum
News/newsletter
E-mail
Numero di pubblica utilità
Professionale Numero e ruolo professionale delle donne presenti nello staff del progetto del sito
Originalità Elementi multimediali
Coerenza / congruenza Mission / obiettivi del sito

La lista di indicatori è il punto di partenza per giungere all’identificazione di un modello di sito “gender oriented”: seguirà quindi la fase operativa durante la quale si analizzeranno i siti web di/per le donne attraverso la sopra indicata griglia mediante un’operazione di “parametrizzazione”. Ogni indicatore avrà, quindi, un “peso”, ossia ne sarà valutata la presenza o l’assenza (e in alcuni casi la qualità della presenza) attraverso l’assegnazione di un valore compreso tra i due coefficienti 0 e 5. La ricerca su ciascun sito potrà avvenire sia attraverso una navigazione lineare tra i contenuti, sia ricorrendo al motore di ricerca interno del sito eventualmente presente: le informazioni che non saranno individuate ai primi 2/3 livelli di profondità di navigazione o nelle prime 2/3 pagine di risultati del motore di ricerca, saranno da valutarsi come assenti. Gli indicatori saranno, inoltre, disposti secondo un criterio di maggiore o minore rilevanza, quindi il valore della loro presenza o assenza sarà ulteriormente valutato sulla base di un moltiplicatore che aumenterà il punteggio finale dell’indicatore (moltiplicando per 1, 2 o 3). Tutti i risultati saranno infine sommati in una tabella da cui ricavare un indice sintetico per ciascun sito analizzato, che permetterà di “quantificarne” il livello di qualità raggiunta sulla base delle diverse dimensioni identificate.

La griglia degli indicatori potrebbe non essere conclusa: gli indicatori potrebbero essere implementati in modo partecipativo con input derivanti dalle utenti e/o beneficiarie del progetto per assicurare che essi riflettano la realtà e che possano essere utilizzati con reale efficacia. Il processo partecipativo è particolarmente utile quando concetti complessi, come l’empowerment e la rappresentanza femminile, devono essere misurati; infatti indicatori per concetti simili sono presumibilmente determinati culturalmente e quindi potrebbero variare a seconda dal setting culturale.