L‘archiviazione digitale, nel contesto descritto dal libro sul Server Donne, non è un semplice atto tecnico di conservazione, ma una pratica politica di resistenza contro la smemorizzazione imposta dalle dinamiche del capitalismo digitale e dal sessismo tecnologico. È un invito a costruire attivamente infrastrutture che riflettano valori di inclusione, autonomia e giustizia, garantendo che le storie e le produzioni culturali delle minoranze non vengano cancellate dalla memoria. Di fronte alla perdita dell’archivio di SD, l’autrice ha intrapreso un lavoro di scavo digitale che restituisce due decenni di evoluzione della comunicazione femminista online. Oggi è consultabile grazie a un’operazione di recupero archivistico realizzata con il software Archivarix che viene descritta dettagliatamente nel libro edito da AgenziaX.

Il cuore dell’archivio si trova all’indirizzo serverdonne.info: un database completo dotato di motore di ricerca interno che raccoglie migliaia di articoli organizzati per anno di pubblicazione. Una preziosa raccolta che documenta il pensiero e l’attivismo delle donne italiane nel web dal 1996 al 2016. Più avanti in questo post la rappresentazione cartografica di tutto ciò che il Server Donne ha ospitato nei vent’anni della sua esistenza.

I progetti satellite raccontano la ricchezza dell’ecosistema Serverdonne:

      • Il sito WomenIT (women.serverdonne.info presenta la ricostruzione statica ferma al giorno 30 maggio 2016 di women.it momento in cui  diventa il sito vetrina dell’Associazione Orlando aps.
        Women.it rappresentava il culmine evolutivo di anni di sperimentazione digitale. Un vero concentrato di dinamismo e opportunità che raccoglieva in una sola interfaccia l’intero universo del femminismo online italiano. Ospitava tre pilastri fondamentali dell’informazione femminista: il magazine, ricco di articoli e approfondimenti, una sezione video che dava voce e volto alle protagoniste del movimento e soprattutto il calendario delle iniziative delle donne in Italia. Attraverso feed RSS, che garantivano un flusso informativo costantemente aggiornato, il sito women.it era un hub dinamico continuamente aggiornato al ritmo delle news e dei post provenienti dai principali social network femministi. Una vera bussola per orientarsi nel panorama degli eventi e delle manifestazioni distribuite su tutto il territorio nazionale.
        Istruzioni per l’uso: la navigazione dei link riporta errori (in futuro una versione migliorata) ma qui la versione dinamica e più navigabile, ripresa da Webarchive. È inoltre possibile visualizzare la cronologia delle home page di women.it dal 1996 al 2016.
      • Portico Donne (porticodonne.serverdonne.info): sito del progetto realizzato dal 2002-2004 con l’infrastruttura tecnica di Serverbonne, consisteva soprattutto di un Magazine, di una delle prime webTV e webRadio, un osservatorio sul Lavoro e per tutta la durata del progetto ha tenuto aperto un Centro di Risorse Multimediali a Bologna con cabina di registrazione audio e post-produzione video, ha anche svolto corsi per sistemiste e giornaliste online con competenze di genere.
      • Technèdonne (techne.serverdonne.info): sito del progetto realizzato dal 2005-2007 approfondendo il rapporto tra donne e tecnologia. È stata la continuazione ideale di Porticodonne, il Centro di risorse multimediale fu trasferito in altra sede diventando un Laboratorio per l’assistenza informatica e la produzione di software. Lasciò in eredità il primo raduno nazionale di giovani donne appassionate di tecnologia (l’evento Fem-camp) e Cercatrice di rete assunse le caratteristiche di un vero e proprio search engine non discriminatorio.
      • ebook@women (ebook.serverdonne.info): progetto iniziato nel 2010 e realizzato nel 2013 per il catalogo e il sito della casa editrice Ebook@Women. Una delle prime iniziative di e-publishing femminista in Italia, ha cercato di valorizzare il patrimonio storico-documentario e ripubblicare testi introvabili. Questo progetto visionario, nato dalla passione di Federica Fabbiani in collaborazione con Emanuela Cameli, voleva essere di impulso al mondo dell’editoria femminista per la realizzazione di prodotti editoriali innovativi come i libri elettronici. Offriva ebook gratuiti e a pagamento derivati dalla produzione autonoma di vecchie e nuove edizioni di libri e riviste rappresentative della cultura femminista italiana

    La mappa che segue cataloga domini, sottodomini e mailing list del Serverdonne, documentando il gran numero di progetti, in aggiunta a quelli appena citati, che vi furono ospitati. Fornisce una panoramica del suo intricato ecosistema digitale e dei suoi canali comunicativi, mostrando la vitalità che vi pulsava.
    Fai clic qui per visualizzare e caricare direttamente l’immagine oppure segui le istruzioni per l’uso: spostare la mappa trascinandola per scorrere/panoramare. Per ingrandire o rimpicciolire – zoom – utilizzare il touchscreen per i cellulari o la rotella del mouse o i controlli sullo schermo per i computer.

     

    “Gli archivi sono sempre stati vulnerabili, le biblioteche sono state bruciate, disperse e bombardate e un numero incalcolabile di documenti sono stati persi o distrutti. Se ci si pensa, solo una piccola frazione del volume del materiale archiviato sopravvive al passato: basta pensare alla Grecia classica o all’Antica Roma. Tuttavia con l’avvento del digitale, anche l’atto stesso di archiviare ha cambiato natura ed appare a rischio: il rischio dell’obsolescenza dell’hardware e del software e il rischio da soffocamento per l’enorme massa di materiale in forma digitale che appare e scompare dalla rete su base giornaliera. Il mal d’archivio diventa pertanto uno snodo critico per ragionare sia sull’ideale di preservare la memoria collettiva sia sulla realtà dell’impossibilità di una sua completa realizzazione.” Carmelo Cannarella e Valeria Piccioni.