Gratis, senza profilazione, nella voce di Paola Giglio
Da giugno 2026 «Server Donne. Leccami la password», il libro uscito nel 2025 per Agenzia X, ha una seconda vita: si può ascoltare. L’audiolibro è su Lilithiana, l’audioteca di sole autrici nata dall’esperienza della Rete Lilith. Ne ha raccontato la nascita, il 6 giugno 2026, Autrici di Civiltà. Non serve un abbonamento e nessuno profila cosa ascolti. Non occorre nemmeno iscriversi: l’iscrizione è facoltativa e serve a ritrovare il punto di ascolto e i segnalibri, e a sapere quando esce un titolo nuovo.
👉 Ascolta l’audiolibro su Lilithiana
Un libro sulla tecnologia che non è neutra, in un luogo che non ti profila
Chi ha letto il libro, o l’articolo che gli ho dedicato qui ad aprile, sa di cosa parla. Racconta il Server Donne, nato nel 1996 come infrastruttura digitale femminista: un lavoro di archeologia digitale fatto di archivi, mailing list, siti, e di Cercatrice, il motore di ricerca che prova a liberare i saperi delle donne dalle gerarchie e dai suggerimenti alla ricerca di Google e di qualsiasi motore generalista. La tesi di fondo è semplice e scomoda: la tecnologia non è neutra, porta dentro di sé le logiche di potere di chi la progetta. La password del titolo è una metafora politica. È la soglia che ci ha escluse, e che abbiamo imparato ad attraversare.
Per questo il luogo in cui l’audiolibro vive non è un dettaglio. Oggi in Italia l’ascolto passa quasi tutto da due grandi piattaforme estere in abbonamento, che vivono di account, dati di consumo e raccomandazioni algoritmiche, e che non pubblicano i propri numeri. Lilithiana fa l’opposto: niente pagamento, niente profilazione, un catalogo curato di autrici lette da attrici professioniste. Un libro che racconta come le donne si sono costruite i propri server, per non dipendere da quelli degli altri, trova casa in un luogo nato dalla stessa idea. Mi sembra la collocazione più coerente che potesse avere.
In buona compagnia
Lilithiana è una biblioteca piccola per vocazione. Non insegue la quantità, propone titoli ritenuti importanti per la cultura delle donne e invita chi ascolta a discuterli. Nella saggistica «Server Donne» sta accanto a «C’era una volta la rete Lilith. E c’è ancora…» di Simonetta De Fazi e a «Scrittrici italiane: dal XIII al XXI secolo» di Luciana Tufani, entrambi letti da Letizia Bravi. Nella narrativa ci sono «La briganta» di Maria Rosa Cutrufelli, «Nascita e morte della massaia» di Paola Masino, «La ballata di Nina Simone» di Francesca Genti e «Un’americana a Parigi» di di Margherita Giacobino. Trovarmi in questa compagnia è un onore, e anche un segnale: la storia di una rete tecnologica femminista viene riconosciuta come parte di quella cultura, non come una curiosità per addetti ai lavori.

Non è scontato. Per molto tempo la storia della rete è stata raccontata al maschile, fatta di ingegneri, aziende e pionieri. Le donne che negli anni Novanta configuravano server, scrivevano codice HTML a mano, moderavano liste di discussione e costruivano archivi digitali sono rimaste ai margini di quel racconto. Il libro prova a rimetterle al centro, con i documenti e con i nomi. In audio arriva anche a chi non avrebbe mai comprato un saggio sulla storia di internet.
Perché nasce Lilithiana, lo racconta la sua ideatrice nel video Lilithiana, gli audiolibri femministi, Stefania De Biase: nei cataloghi delle piattaforme mainstream è difficile trovare saggistica e narrativa femminista, e Lilithiana è nata per dare voce e suono a scritti che l’editoria tradizionale spesso trascura. Stefania viene dalla Rete Lilith, poi da DWF e Archivia, e da lì ha ereditato l’amore per le carte delle donne. Il progetto è interamente autofinanziato e senza scopo di lucro. Le registrazioni nascono in uno studio allestito a casa sua, con l’aiuto dell’attrice Antonella Civale; il software lo ha imparato lei, e il grosso del lavoro l’ha fatto da sola. Le voci sono quelle delle attrici di Amleta. È un lavoro artigianale e corale insieme, fatto di scelte fuori dalle logiche di mercato, per far arrivare le parole delle donne a chi le cerca, e anche a chi ancora non sa di cercarle. Tra le persone che ringrazia sul sito c’è anche il Server Donne: un legame che rende questo audiolibro ancora più nostro.
Ascoltare non è una scorciatoia
In Italia resiste un pregiudizio: ascoltare un libro «non vale» come leggerlo. Eppure la lettura silenziosa, solitaria, con gli occhi, è una conquista relativamente recente. Ivan Illich, in «Nella vigna del testo. Per una etologia della lettura», ricostruisce come il libro sia passato da oggetto quasi sacro a bene d’uso comune. Ricorda che nei monasteri medievali leggere era un esercizio fatto con la voce e con il corpo, un mormorio condiviso, spesso di gruppo.
L’audiolibro, in fondo, ci riporta lì: alla parola detta, che passa dalla bocca all’orecchio. È un altro modo per entrare nel testo, una porta laterale per chi ha giornate piene e poco tempo per sedersi a leggere, per chi legge meglio camminando, cucinando, viaggiando, o per chi con gli occhi fa fatica. Secondo l’Associazione Italiana Editori, nel 2024 ha ascoltato almeno un audiolibro il 14% delle persone tra i 15 e i 74 anni, circa 6,2 milioni. Nel 2025 il valore degli audiolibri in abbonamento è cresciuto del 13,3%, più di ogni altro segmento del libro. E chi ascolta è spesso anche una lettrice abituale: i due formati si affiancano, non si fanno concorrenza.

La voce giusta per il testo giusto
C’è poi una cosa che si capisce solo ascoltando: in un audiolibro la lettrice non è un’esecutrice neutra. Interpreta, dà ritmo, sceglie dove fermarsi e cosa sottolineare. Una voce può cambiare il modo in cui si riceve una storia. Può renderla più vicina, più chiara, a volte perfino più forte della pagina scritta. Per questo la scelta di chi legge conta quanto la scelta del testo. Mentre le grandi piattaforme moltiplicano i cataloghi con le voci sintetiche, su Lilithiana ogni titolo ha una voce umana pensata per quel libro. Anche Server Donne, del resto, ha conosciuto la versione artificiale: su Concetti contrastivi Marco Guastavigna ne ha proposto un «podcast» generato da NotebookLM, in cui due interlocutori sintetici lo riassumono conversando. Un esperimento curioso, utile per farsene un’idea. Dal confronto si potrebbero dire molte cose; qui basta osservare che la performance di Paola Giglio è ben altra cosa.
Paola Giglio ha letto un libro che non è un romanzo. È una ricostruzione storica e archivistica, piena di nomi, sigle, date, indirizzi web, termini tecnici, e insieme una storia personale e collettiva. Non era facile. Il libro a stampa ha 6 capitoli: Stefania ne ha ricavati ben 51, seguendo i paragrafi interni e accorpando solo i più brevi, sia per facilitare l’ascolto sia per scandire una narrazione così lunga. Sono dettagli che contano, soprattutto per un saggio di dieci ore, e sono il frutto di un lavoro straordinario: ha curato ogni capitolo come si cura un’edizione. Ne è nato un nuovo indice, che permette a chi ascolta di orientarsi e non perdersi. So bene quanto lavoro di cesello richieda ridisegnare così la trama di un libro: il risultato è un filo narrativo limpido e scorrevole, che ho apprezzato molto. Mi ha raccontato che lavorarci l’ha emozionata, e che le ha fatto scoprire cose che non sapeva.
Io ho aspettato prima di premere play. Sapevo che ascoltarlo mi avrebbe toccata nel profondo, nel bene e nel male, e ho voluto farlo nello stato d’animo giusto. Quando ho cominciato, a fine agosto, è stata un’onda di emozioni, ma anche di stupore per la bravura di Paola Giglio. Sentire la propria storia, e quella di tante altre, nella voce di un’altra donna fa un effetto strano e bellissimo: la restituisce come qualcosa che non appartiene più solo a chi l’ha scritta. Vorrei conoscerla, parlarle, farle tante domande.
Un player fatto bene
L’ho provato a lungo, ed è davvero molto buono. Il libro si ascolta capitolo per capitolo: ogni capitolo ha il suo titolo e la sua durata, e quelli già ascoltati restano segnati come completati. Una barra indica a che punto sei del libro. Si può regolare la velocità da 0,8 a 2, tornare indietro o andare avanti di qualche secondo, mettere un segnalibro. Chi si iscrive ritrova l’ascolto esattamente dove l’aveva lasciato, anche su un altro dispositivo.

Perché ascoltarlo, e farlo ascoltare
Perché la storia delle donne nella tecnologia è ancora in gran parte da raccontare. Perché un capitolo alla volta, nei tragitti di ogni giorno, si arriva lontano. E perché sostenere un progetto come Lilithiana, ascoltandolo e facendolo conoscere, è un modo concreto di praticare quello che il libro dice: le infrastrutture della conoscenza si possono costruire in modo diverso.
Se lo ascolti, fammi sapere cosa ne pensi. E se ti piace, passalo a un’amica, a una collega, a una studentessa, a chi insegna, a chi lavora in una biblioteca. Il passaparola resta l’unico algoritmo di cui ci fidiamo.
Grazie a Lilithiana, a Stefania De Biase, Fiamma Spinelli e Paola D’Arcangelo, e a Paola Giglio per la sua voce.
Server Donne. Leccami la password, di Marzia Vaccari
Audiolibro letto da Paola Giglio, 51 capitoli, 10 ore e 8 minuti, Lilithiana, giugno 2026
Edizione a stampa: Agenzia X, Milano, 2025
Ascolto gratuito: lilithiana.it/libri/server-donne-leccami-la-password
Video: conversazione con Stefania De Biase, canale YouTube AlmagulpVideaMaker
