Lezione corso ‘Comunicazione e genere‘ – Unibo a.a. 2023/2024; seconda parte, vai alla prima.

Un’ossessione perversa per il potere sessuale e la razza bianca anima la mansphere. È a partire dal 2011 e con la comparsa, nella politica americana, della cosiddetta alt-right (destra alternativa), che si sono diffuse una serie di movimenti e sottoculture caratterizzati da una forte identità di opposizione e controcultura. Sotto il termine “manosfera” si coalizzano un variegato insieme di comunità online che esprimono e promuovono punti di vista e opinioni misogine. MRA (gli attivisti per i diritti degli uomini ), gli Incels (celibati involontari), gli MGTOW (uomini che vanno per la loro strada), i PUA (artisti del rimorchio), redpillati e altri ancora.infograficaMansphere

Condividono una vera e propria visione del mondo spesso cinica e misogina, basata su una percezione di se stessi come vittime di un sistema sociale dominato da ideologie progressiste come il femminismo. Questa visione del mondo è fortemente contestata dalla comunità scientifica e da numerosi esperti sociali nonostante il fenomeno degli Intellectual Dark Web. Accademici e personalità pubbliche che condividono una certa avversione verso ciò che considerano il “politicamente corretto” e l’influenza eccessiva della “sinistra” nel mondo accademico e nei media mainstream.

Nonostante le ricerche empiriche e i fatti di cronaca dimostrino continuamente che le disuguaglianze di genere persistono e che gli uomini non sono sistematicamente svantaggiati, questi gruppi trovano consenso in diverse parti del mondo, tra cui Stati Uniti, Polonia, Brasile e Russia . Di recente anche in Corea del sud il fenomeno è in crescita soprattutto con manifestazioni legate alla pornografia. È ormai risaputo che il paese è il produttore più prolifico di deepfake (1) pornografici e che la maggior parte delle vittime di tale materiale sono donne e perfino membri della propria famiglia. Secondo Kim Hee-won, associate professor at Arizona State University “i ragazzi, ancora prima di comprendere la mascolinità convenzionale secondo il patriarcato, imparano a oggettificare sessualmente le donne attraverso la pornografia online. Tutte le donne nelle loro vicinanze possono diventare le protagoniste di fantasie pornografiche stupratorie”.

Manifestazione a Seul settembre 2024

Partecipanti a una manifestazione fuori dalla stazione di Hyehwa a Seul il 21 settembre 2024, che chiedono pene più severe per gli autori di abusi sessuali basati su immagini deepfake. (Kim Chae-woon/Hankyoreh)

Ha luogo quasi al cento percento su Internet.

La creatività dell’alt-right si manifesta con meme, pagine web, blog, forum di discussione, podcast e filmini su YouTube ed è molto allusiva. I contenuti sono particolarmente oltraggiosi e avvengono tramite l’affermazione che sia stato “solo uno scherzo”. Molte dichiarazioni devono soltanto attirare attenzione, creare indignazione e confusione – nel lessico triggering (una forte reazione emotiva negativa).

Il copione segue una precisa narrazione: le statistiche sugli stupri sono sovrastimate dalle femministe, i dati sulla violenza (anche domestica) sugli uomini vengono censurati e silenziati,  i tribunali familiari sono dominati dalle donne e i media liberali diffondono il potere delle femministe. La uomosfera è anche il mondo dei consigli dove la mascolinità è vista come una sfida. Le consulenze riguardano autodisciplina, cura del corpo e modi di affrontare le donne, si assiste al fenomeno dell’ arte del rimorchio. Nel panorama italiano si veda la nota e controversa figura di Marco Crepaldi e il link all’analisi dei ricercatori universitari Manolo Farci e Oscar Ricci, è “illuminante degli aspetti più dilemmatici con cui oggi si discute spesso di mascolinità in Rete”.

La ricerca condotta da Fabio, uno studente del Corso Media e Genere dell’Unibo, mette in luce un fenomeno preoccupante: la diffusione di una cultura misogina e tossica online, amplificata dalla crescente popolarità dei podcast. Utilizzando il motore di ricerca Listen Notes, ha esaminato i podcast in lingua italiana, concentrandosi in particolare su quelli prodotti dai cosiddetti “PUA” (Pick Up Artist), che si propongono di insegnare tecniche di seduzione.
Nel 2022, la sua analisi ha rivelato che su un totale di circa 20.000 podcast in lingua italiana, almeno 2.000 erano dedicati all’argomento dei PUA. Con alti indici di ascolto alcuni titoli sono molto esplicativi “Seduzione e miglioramento” (1215 puntate a giugno 2022) o “Nella teste delle donne” (576 puntate). Il dato evidenzia come la comunicazione digitale, in particolare l’audio online, stia diventando un terreno fertile per la propagazione di messaggi misogini e violenti, spesso in modo subdolo e difficile da monitorare.
I podcast analizzati da Fabio presentano una visione distorta e oggettificante della donna, riducendola a un mero strumento di piacere sessuale. L’obiettivo dei PUA, infatti, non è costruire relazioni sane e rispettose, ma “conquistare” il maggior numero di donne, utilizzando strategie manipolative e spesso offensive. Il linguaggio utilizzato nei podcast dei PUA è spesso triviale, volgare e a volte minaccioso volto a rafforzare stereotipi di genere dannosi e normalizzare la violenza contro le donne.  I contenuti  sono ossessionatamente concentrati sul miglioramento del proprio corpo e la performance fisica,  tant’è che il culturismo (in inglese bodybuilding) è una della pratiche particolarmente consigliate perchè coltiva disciplina e autostima.

L’indagine evidenzia un preoccupante legame tra gli artisti del rimorchio  (PUA) e quello degli Incels, contrazione delle parole inglesi “involuntary” (involontario) e “celibate” (celibe). Si definiscono incapaci di trovare un partner romantico o sessuale nonostante lo desiderino.  Sono individui che non ritengono sia per loro possibile trovare una partner poiché non rispondono ai requisiti di attrattività. Gli Incel’s autoidentificati sono per lo più bianchi, maschi ed eterosessuali. Esigono un diritto al sesso e le discussioni nei forum sono spesso caratterizzate da risentimento, misantropia, autocommiserazione, disprezzo di sé, misoginia, razzismo e approvazione della violenza contro le persone sessualmente attive. Si sentono “celibi per forza” perché le donne non li vogliono, attribuiscono la loro condizione al loro aspetto fisico che non attrae le donne perchè condizionate dal canone dominante del maschio alfa. Invece di riflettere sulle proprie azioni o atteggiamenti, gli Incels aderiscono a un paradigma deterministico, ispirato alla fisiognomica, che li induce a percepirsi come vittime di un destino ineluttabile.

Fisiognomica: aspetto esteriore di una persona rifletta il suo carattere interiore. È una pseudoscienza che sostiene di poter determinare il carattere, la personalità e le qualità di una persona basandosi sulla sua apparenza fisica, in particolare sulle caratteristiche del volto (skull=cranio).
Che comunque cercano di compensare con estenuanti corsi di culturismo; la sottocomunity degli Gymcel, più moderata rispett Incel, dedicano molto tempo e impegno all’allenamento fisico, cercando di migliorare il proprio aspetto attraverso la costruzione muscolare. Tuttavia, anche dopo aver raggiunto un fisico atletico, continuano a sentirsi rifiutati e incapaci di attrarre partner.

fisiognomica IncelNell’infosfera gli Incel il inguaggio è mutuato dal femminismo, invertendone però il significato sostituendo i termini ‘donna’ e ‘femminista’ con ‘uomo’ e ‘maschilismo’. Per i loro comportamenti radicalizzati e autodistruttivi, utilizzano il concetto della “pillola rossa” (illuminazione) ripreso aalla mansphere che qui diventa “pillola nera”. Emblematico il caso di  Alek Minassian nel 2017. È salito su un furgone a Toronto e ha investito uccidendo dieci persone. Ore prima aveva scritto su Facebook che questo faceva parte di una ribellione Incel. Dopo il massacro la cultura Incel è passata dall’essere un angolo oscuro della rete a qualcosa che ci iguarda tutti.

Nel loro mondo “prefemminista”, uomini e donne di uguale attrattiva fisica sono naturalmente abbinati, e il femminismo ha pervertito questo ordine sessuale naturale. Sconvolge questo paradiso perduto introducendo l’“ipergamia”. Una teoria che considera le donne impegnate costantemente nel cercare di migliorare il proprio status sociale accoppiandosi con uomini più attraenti. Perchè le persone sono naturalmente attratte da partner che possono offrire maggiore sicurezza, stabilità e risorse.  Il proprio posto nel mercato sessuale è geneticamente determinato, l’Incel è un vergine permanentemente, il sesso e le relazioni sono per sempre fuori dalla sua portata e quindi la felicità è impossibile e non c’è nulla che si possa fare se non «sdraiarsi e marcire» (prendere la pillola nera blackpel )
Insistono sul fatto che non sono “normie» e accusano di chadsplaining (si veda l’inversione di significato di mansplaining, uomo spiegazione) chi li invita ad uscire da questa narrazione. I loro riferimenti sono Elliot Rodger, uccise 6 persone, per lui le vittime erano responsabili di averlo rifiutato per tutta la vita. In un video l’assassino spiegò la sua condanna di eterno scapolo, un «gentleman supremo, messo all’angolo dalla malvagità delle donne» che preferiscono i «ragazzi stupidi ma popolari».

Per gli Incel italiani “Giacomino è uno di noi” riferito a Giacomo Leopardi che viene trasformato in un simbolo, un archetipo che incarna le loro esperienze e la loro visione del mondo. L’appropriazione serve a rafforzare l’identità del gruppo e a legittimare la loro visione della realtà. Nel 2020 è l’omicida di Eleonora Manta e Daniele De Santis a Lecce, a diventare un altro idolo della comunità Incel italiana. Aveva affermato «Ucciderò ancora. Non è colpa mia se nessuno mi ama». Nel 2023 è sostituito da Filippo Turetta, nelle numerose cartelle del suo smartphone, oltre ai messaggi e centinaia di foto di Giulia Cecchettin, teneva anche una sorta di  «Diario del malessere» e vi si può trovare uno sfogo su se stesso: «Ho i piedi piatti, ho i denti storti, sono povero e non sono bello».
Dopo il 19 settembre 2024, il nuovo idolo sarà il diciasettenne che ha ucciso Maria Campai?
Su TikTok scriveva: “Non puoi cambiare. Sarai sempre un mostro, un guerriero feroce, un assassino diventato eroe“. In un gioco online molto diffuso fra gli adolescenti italiani (Fortnite), era un giocatore dal nickname “Filippo Turetta” e ne uccideva un altro dal nome ‘Giulia Cecchettin’. L’ha uccisa dopo una futile discussione, dopo averla colpita con i bilancieri da palestra e finendola con “una mossa di wrestling”. In altre parole “a mani nude con una mossa appresa dalla pratica culturista”. Poco meno di un anno fa sempre su Tiktok scriveva: «Essere magro per tutta la vita mi ha fatto pensare di farla finita, non sono riuscito a trovare una ragazza (e non ci riesco ancora e ho perso fiducia in me stesso). Ma il giorno in cui ho scoperto la palestra e ho iniziato ad allenarmi e a mettere su massa muscolare ho continuato ad andare avanti”. Nell’immagine posa davanti a uno specchio in un post Instagram, presumibilmente in palestra, mostrando i bicipiti.

È impossibile non evocare un’altra immagine, diffussima in rete, quella del Gymcel utilizzata per descrivere l’inevitabilità della “bruttezza” a cui il nostro vuole sfuggire indossando la maschera Halloyenne.

Ci sono anche le Femcel: Incel femmine. “la donna involontariamente celibe (nubile) non esiste. Qualunque donna può trovare un uomo voglioso di farsela. Femcel al massimo può rilevare come etichetta politica per raggruppare donne cesse, misandriche e tendenzialmente femministe” sono descritte così sui forum accompagnate da insulti, oltraggi, foto. E pensare che la parola è stata è stata inizialmente coniata da una studentessa canadese bisessuale e queer nota sul web con lo pseudonimo di Alana!(1)

Ci sono e non vengono mai nominate come a dire che la solitudine femminile o, diciamo l’esclusione, non è ricompresa e ahimè questa ragazza/ragazzo nel 2023 ha ucciso 3 bambini e 3 adulti nella sua scuola di Nashville.
Del 2022, il saggio Imagining “We” in the Age of “I” Romance and Social Bonding in Contemporary Culture che indaga la vita amorosa (a partire da una varietà di siti di media, tra cui film, televisione, narrativa stampata popolare, nuovi media e nuove tecnologie) e nel capitolo a firma Jilly Boyce Kay “la solitudine sessuale delle donne è sostanzialmente ignorata e non ha “trazione politica”. Segnala l’assenza della figura delle Femcel dal discorso pubblico. E se per gli Incel la rabbia è eterodiretta verso una società percepita come misandrica e vantaggiosa per le donne, per le Femcel questa rabbia è diretta perlopiù verso se stesse.Audrey Hale Forse è per questo che Audrey Hale nell’ultimo anno della sua vita si sentiva maschio. Veniamo a sapere di lei il 28 marzo 2023, giorno della strage, l’ultimo messaggio ad una amica è stato: “Mi preparo a morire”. Ha dovuto cambiare genere per assumere lo status distruttivo della comunity degli Incel .

Conclusioni

L’Italia, alle prese con la proliferazione di podcast sulla ‘seduzione’ che promuovono modelli relazionali tossici alla base dei troppi femminicidi e le stragi compiute da uomini considerati ‘Incel’ negli Stati Uniti accendono i riflettori su una preoccupante tendenza. Entrambe le realtà, seppur con diverse sfumature, rappresentano una minaccia per tutte noi. È urgente promuovere una cultura del rispetto di genere, investendo in campagne di sensibilizzazione e prevenzione soprattutto nelle famiglie, nelle scuole. I giovani, in particolare, sono chiamati a svolgere un ruolo chiave nel riconoscere e denunciare i messaggi misogini, diventando protagonisti attivi di una comunicazione digitale più responsabile e rispettosa. È fondamentale, inoltre, contrastare con fermezza la diffusione online di contenuti che incitano all’odio e alla violenza sessuale. Forse i nostri giovani dovrebbero imitare quelli coreani e scendere in piazza per chiedere alle istituzioni pubbliche un maggiore impegno nella politica non discriminatoria della transizione al digitale e ai GAFAM interventi efficaci e duraturi nel contrasto ai “discorsi d’odio”.

Note

(1) I deepfake sono contenuti multimediali (audio, immagini e video) manipolati o creati artificialmente usando l’intelligenza artificiale. Possono sostituire volti, modificare espressioni o generare voci sintetiche in modo estremamente realistico. Può essere usata per disinformazione, frodi o violazioni della privacy. Nonostante l’impegno per intercettarli, la crescente sofisticazione dei deepfake rende difficile distinguerli dai contenuti autentici, creando sfide per la verifica dell’informazione.

(2) L’etimologia del termine ha le sue radici nella studentessa queer Alana Boltwood, la quale nel 1997 coniò il termine incel fondando il sito freenet Alana’s Involuntary Celibacy Project, progetto che aveva l’obiettivo di incentivare la ricerca accademica sul celibato involontario – presentando il movimento incel come equivalente a quello LGBTQIA+ – definendo un involontariamente celibe come una persona, di qualsiasi genere, che si sentisse sola e che non avesse mai avuto rapporti sessuali.

Fonti

Fonte https://thevision.com/attualita/femcel